Colombano e la fondazione di un monastero a Paullo

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«Con buona ragione, San Colombano, può essere chiamato un santo “europeo”, perché come monaco, missionario e scrittore ha lavorato in vari Paesi dell’Europa occidentale. Insieme agli irlandesi del suo tempo, egli era consapevole dell’unità culturale dell’Europa. In una sua lettera, scritta intorno all’anno 600 ed indirizzata a Papa Gregorio Magno, si trova per la prima volta l’espressione “totius Europae – di tutta l’Europa”, con riferimento alla presenza della Chiesa nel Continente (cfr Epistula I,1)».
Papa Benedetto XVI. Udienza Generale, 11 giugno 2008

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Descrizione

Per chi si occupa di storia locale, ovvero dello studio circoscritto a un determinato territorio, ricostruire quel periodo incerto e sospeso, quel lasso di tempo che va dalla caduta dell’Impero romano d’Occidente nel 476 d.C. a prima dell’anno 1000, sono una prova e un compito assai ardui. Le problematicità si accrescono quando l’esame di questo periodo riguarda una località specifica, Paullo, non certo un centro di rilevanza storica come altre città vicine: Milano, Lodi, Crema, per citarne alcune. Il quadro si complica ulteriormente perché l’indagine riguarderà la fondazione di un monastero a Paullo ad opera del celebre e leggendario San Colombano.

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